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Dall’Introduzione del n. 3 (1/2015) di Politics. Rivista di Studi Politici:

Nonostante la molteplicità di avvenimenti, gli anni ’80 e ’90 appaiono, ancora oggi, privi di un’adeguata analisi storiografica in grado di analizzare in modo pieno e organico, e non semplicemente settoriale, i due decenni nella loro specificità. […]

Perché è mancata e manca un’interrogazione sistematica e organica su quel ventennio, un’interrogazione che porti con sé i caratteri dell’urgenza? […]

La sensazione è che questi interrogativi forti sugli anni ’80 e ’90 non ci siano perché, a differenza di quanto accaduto per gli anni ’60 e ’70, non c’è un soggetto interrogante ‘formato’, ‘aggregato’, consapevole della propria condizione storica e, quindi, capace di affermare autonomamente un proprio discorso; un soggetto in grado di prendere parola per interrogarsi con pienezza su quali siano i percorsi che lo hanno condotto alla maturità.

Se cerchiamo un soggetto che possa guardare agli anni ’80 e ’90 per comprendere il proprio percorso a partire dalle attuali coordinate spazio-temporali, allora l’identikit di questo soggetto si sovrappone anagraficamente a quello di una generazione ben precisa, vale a dire quella che lo scrittore Douglas Coupland ha così brillantemente definito con un semplice, enigmatico e sfuggente aggettivo: «X» […]

La Generazione X, insomma, sarebbe una generazione per certi versi ‘invisibile’, priva di un’identità sociale e culturale definita e costantemente esposta al rischio di subalternità rispetto alla precedente.

Se effettivamente l’interrogante a cui si allude fosse identificabile con questa generazione, è facilmente comprensibile quanto sarebbe difficile far emergere da questo humus un soggetto autonomo e situato spazio-temporalmente, quindi capace di gettare uno sguardo indietro nel tempo per ritrovare il ‘proprio’ passato per comprendere il ‘proprio’ presente. All’interno di quest’ipotesi, il deficit storiografico di cui soffrono gli anni ’80 e ’90 sarebbe il sintomo della marginalità di questo ventennio per il soggetto interrogante attualmente egemone. Ciò spiegherebbe, per esempio, perché gli anni ’80 e ’90 sono meno indagati rispetto agli anni ’60 e ’70: non perché meno importanti – com’è ovvio – ma semplicemente perché meno significativi e urgenti per i soggetti cresciuti e formatisi in quel ventennio, quindi per gli studiosi riconducibili alla generazione dei Baby boomers.

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E’ online il nuovo call for papers per raccogliere articoli per il numero 5 (1/2016) di Politics. Rivista di Studi Politici dedicato al tema “Mediterraneo in polvere“.

Il numero 5 (1/2016) sarà curato da Marta Cariello e Iain Chambers.

Per consultare il call for papers clicca qui.

E’ online il nuovo numero (3, 1/2015) di Politics. Rivista di Studi Politici intitolato “80s & 90s. Per una mappa di concetti, pratiche e pensatori politici”.

Il numero è curato da: Cristina Cassina, Michele Filippini e Diego Lazzarich.

Consultabile online gratuitamente qui

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Copertina del n. 3 (1/2015) di “Politics. Rivista di Studi Politici” intitolato “80s & 90s. Per una mappa di concetti, pratiche e pensatori politici”