Archivio degli articoli con tag: politica

L’intervista che Kristina Blecich mi ha fatto per l’inserto “In più cultura” (pp. 6-7) della “Voce del popolo” di Fiume del 18 aprile 2018.

Il file pdf dell’intervista.

In occasione del seminario di aggiornamento “L’italianistica contemporanea: lingua, comunicazione e cultura italiana” organizzato all’Università di Rijeka, il 23/3/2018, ho avuto il piacere di tenere il seminario “Musica, politica e popolo”.

La locandina del convegno internazionale e multidisciplinare “Migrazione e inclusività” organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet” (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”) con il patrocinio del Leslie Center for the Humanities del Dartmouth College (28 novembre 2017).

locandina_convegno_migrazione

Inizia oggi la Post‐graduate Summer School on Comparative law in the global age: theoretical and practical challenges. Comparing continents: an Indo‐European dialogue.

Qui il programma: Final Program Paestum Summer School 2016

Domani un mio intervento intitolato “The Italian political system and the European Union: an overview”.

 

E’ online il call for papers destinato a raccogliere articoli per il numero 6 (2/2106) di Politics. Rivista di Studi Politici!

https://rivistapolitics.wordpress.com/cfp/cfp6/

Dopo tanta fatica, è finalmente online la seconda parte del numero doppio monografico intitolato “Per una mappa di concetti, pratiche e pensatori politici. Il numero 4 (2/2015) è curato da Cristina Cassina, Michele Filippini e dal sottoscritto e ospita gli articoli di:
Gianfranco Borrelli, Sandro Busso, Filippo Marchesi, Antonio Masala, Paola Persano e Giovanni Ruocco.

Per leggere la rivista clicca qui.

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Dall’Introduzione del n. 3 (1/2015) di Politics. Rivista di Studi Politici:

Nonostante la molteplicità di avvenimenti, gli anni ’80 e ’90 appaiono, ancora oggi, privi di un’adeguata analisi storiografica in grado di analizzare in modo pieno e organico, e non semplicemente settoriale, i due decenni nella loro specificità. […]

Perché è mancata e manca un’interrogazione sistematica e organica su quel ventennio, un’interrogazione che porti con sé i caratteri dell’urgenza? […]

La sensazione è che questi interrogativi forti sugli anni ’80 e ’90 non ci siano perché, a differenza di quanto accaduto per gli anni ’60 e ’70, non c’è un soggetto interrogante ‘formato’, ‘aggregato’, consapevole della propria condizione storica e, quindi, capace di affermare autonomamente un proprio discorso; un soggetto in grado di prendere parola per interrogarsi con pienezza su quali siano i percorsi che lo hanno condotto alla maturità.

Se cerchiamo un soggetto che possa guardare agli anni ’80 e ’90 per comprendere il proprio percorso a partire dalle attuali coordinate spazio-temporali, allora l’identikit di questo soggetto si sovrappone anagraficamente a quello di una generazione ben precisa, vale a dire quella che lo scrittore Douglas Coupland ha così brillantemente definito con un semplice, enigmatico e sfuggente aggettivo: «X» […]

La Generazione X, insomma, sarebbe una generazione per certi versi ‘invisibile’, priva di un’identità sociale e culturale definita e costantemente esposta al rischio di subalternità rispetto alla precedente.

Se effettivamente l’interrogante a cui si allude fosse identificabile con questa generazione, è facilmente comprensibile quanto sarebbe difficile far emergere da questo humus un soggetto autonomo e situato spazio-temporalmente, quindi capace di gettare uno sguardo indietro nel tempo per ritrovare il ‘proprio’ passato per comprendere il ‘proprio’ presente. All’interno di quest’ipotesi, il deficit storiografico di cui soffrono gli anni ’80 e ’90 sarebbe il sintomo della marginalità di questo ventennio per il soggetto interrogante attualmente egemone. Ciò spiegherebbe, per esempio, perché gli anni ’80 e ’90 sono meno indagati rispetto agli anni ’60 e ’70: non perché meno importanti – com’è ovvio – ma semplicemente perché meno significativi e urgenti per i soggetti cresciuti e formatisi in quel ventennio, quindi per gli studiosi riconducibili alla generazione dei Baby boomers.

Continua a leggere l’introduzione gratuitamente…